LA STORIA DEL PONTE, 1916-2015

LA STORIA DEL PONTE, 1916-2015

1916 – IL PONTE DI LEGNO SU PALAFITTE

Bisogna andare al 1916 per vedere il primo manufatto costruito interamente in legno.
Fu un opera mastodontica, su progetto dell’ingegnere Vinciguerra di Roma, Colonnello del Genio Militare del Regio Esercito. Basti ricordare che a quei tempi la Brenta aveva molta più acqua che ricopriva tutta l’alveo.
Da aggiungere il valore strategico di questo ponte, considerato il periodo in cui è stato costruito, Prima Grande Guerra, e la sua posizione vicino a Bassano e all’imbocco della Valsugana.
Il ponte fu utilizzato fino al 1932 quando, indebolito dalle piene e dal deperimento del legname fu demolito.

1933 – IL PRIMO PONTE IN CEMENTO

Già nel 1933, e precisamente il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma, venne inaugurato il nuovo ponte in cemento. Il ponte lungo 450 metri e composto da 36 campate fu costruito dall’impresa Mazzochin di Cittadella.
Erano gli anni dele grandi opera fluviali ordinate dal governo di Mussolini: risali a quel tempo la costruzione del ponte e degli argini.
La sua inaugurazione fu decantata pure dal giornale del partito “Vedetta Fascista”.
Probabilmente per qualche errore tecnico, durante una disastrosa alluvione nella notte del 22 settembre 1937, il ponte in cemento ebbe il primo cedimento: crollo una campata verso Tezze.
Erano passati solo 4 anni dalla sua costruzione.

1945 – LA PASSERELLA TEDESCA

I ponti sono passaggi strategici, nella buona e nella cattiva sorte. Siamo nel 1945, la guerra è ormai segnata e gli “Alleati” stanno ripulendo il territorio italiano dal dominio tedesco dal sud verso nord.
I tedeschi battono in ritirata e decidono di costruire una passerella in cemento per passare la Brenta, cento metri a nord delle chiesa di Friola.
Furono assoldati giovani e uomini di Friola e di Tezze, un centinaio in tutto, e in 6 mesi portarono a compimento l’opera costata 3 milioni e mezzo. Questi lavoratori erano pagati e per di più alla sera tornavano nelle loro case.
Questo manufatto non sfuggì ai ricognitori inglesi e il 9 gennaio del ’45, ci fu il primo bombardamento sul manufatto in costruzione.
12 bombe caddero fra il Brenta e una linea a ponente della chiesa di Friola, quattro furono le vittime tutte di Tezze: Giulio Albertoni, Angelo Gnoato, Giovanni Gnoato ed Emilio Trento; ci furono pure 2 feriti.
Ma quel ponte andava distrutto! Bisognava tagliare la strada all’esercito tedesco ormai allo sbando.
E così il 24 aprile del 1945, 60 grossi quadrimotori sganciarono, a più riprese più di 150 tonnellate di bombe centrando più volte il bersaglio.
Così annota Don Giuseppe Fabris, al tempo parroco di Friola, nella sua “Cronistoria”.
“Giorno 24, la passerella sul Brenta è finita da 7 giorni. Qualche automezzo tedesco passa durante le ore diurne, nella stessa notte dal 23 al 24 ne passano continuamente, forse 300 in tutto. Alle ore 12 del 24 arrivano improvvisamente gli aerei inglesi e cominciano il bombardamento della passerella. Le ondate sono 5. Alla seconda scarica la passerella è colpita in pieno e spezzata in sei punti diversi. Il lavoro di sei mesi di centinaia di operai, costato 3 milioni e mezzo può essere usato effettivamente una sola notte. Terribile il bombardamento! Alcune bombe cadono al di quà degli argini, e colpiscono la casa bassa vicino al ponte di proprietà delle sorelle Fioravanza. Coll’ultima scarica di 50 bombe colpiscono la zona che sta tra la centrale lettrica della Cartiera e gli argini del fiume. Per grazia di Dio solo tre feriti leggeri e qualche danno alle case.”

1957 – IL NUOVO PONTE IN CEMENTO

Con l’accordo tra i comuni rivieraschi, Tezze e Pozzoleone, la Provincia, e grazie ai contributi statali, nel 1957 fu completata la costruzione di un nuovo ponte in cemento.
La ghiaia della Brenta è un materiale prezioso e molte concessioni di escavazione vengono date da Bassano a Curtarolo. L'”Oro della Brenta” (ghiaia e sabbia) va a finire non solo nei cantieri del Nord-Italia.
Queste escavazioni selvagge dentro gli argini continueranno fino agli anni ’80.
L’alveolo del fiume si abbassa, il letto sprofonda fino a 6-7 metri e porta allo scoperto le fondamenta dei piloni.
Nella seconda metà degli anni ’60 il ponte ha un primo cedimento. La viabilità viene ristabilita provvisoriamente con una capriata in ferro e successivamente vengono ripristinate le campate in cemento.
Si cerca di porre dei rimedi, delle gabbiate, a protezione dei punti critici, ma la Brenta è un fiume a carattere torrentizio, la sua portata è irregolare e le “Brentane” fanno paura. Storica è quella del ’66 che sconvolgendo l’alveo del fiume peggiorò la situazione, ma il ponte resistette fino alla primavera del 1973 quando le autorità decisero di chiuderlo al traffico per motivi di sicurezza.
L’anno dopo, nel giugno 1974 alcune campate cedettero.

1974 – IL PONTE BAILEY

Nel 1974 si decise di ripristinare il collegamento tra le due sponde con un ponte Bailey a 2 capriate. A costruire la passerella furono gli uomini del Genio Militare.
Fu improntata una deviazione in golena con due raccordi stradali e, all’inizio, due campate lunghe 70 metri.
Nell’ottobre 1975 una brentana erode i raccordi stradali lasciando intatti piloni e capriate.
Successivamente la viabilità fu ripristinata con l’aggiunta di una terza capriata.
Il ponte Bailey svolse il suo compito fino al 1983.

1983 – IL PONTE ATTUALE

Il nuovo ponte ad opera della provincia di Vicenza, è stato progettato dall’ing. Urbani Flaviano. Lungo 406 metri, largo 10 e composto da 17 campate. È costato 2 miliardi e 300 milioni. Fu inaugurato il 6 novembre 1983.

stefano
stefano@socialvision.it